Moscato al Governo di Saracena

Moscato al Governo di Saracena

Un vino storico che non possiamo dimenticare

Quando si parla di Moscato inevitabilmente il nostro pensiero si abbandona alla ricerca di meditazione, a quei pochi attimi di tranquillità che riusciamo a ritagliarci durante la giornata

Questo eccezionale Moscato rientra nella categoria dei vini dolci passiti, ossia quella categoria di vini la cui dolcezza dipende da un’eterogeneità di procedimenti.

La “dolcezza” e la “morbidezza” si possono ottener per intervento del Sole, del Ghiaccio, di una Muffa nobile o, ancora, di una “concentrazione”!

Il metodo

In questo caso la dolcezza si ottiene con quest’ultimo metodo, con una duplice lavorazione

Il Moscatello, raggiunto il giusto grado di maturazione, viene appeso sui graticci per circa 20 giorni al fine di concentrare per appassimento l’aroma e il fruttosio.

Disidratati gli acini, vengono selezionati manualmente (una volta erano esclusivamente donne eroiche a fare tale lavoro) e pressati delicatamente.

Il prezioso liquido verrà messo da parte, come un prezioso elisir!

Invece, dalle uve Guarnaccia, Malvasia e un pò di Odoacra (“Adduraca”in termine dialettale significa profumata) si otterrà un mosto che subirà una concentrazione a caldo: una bollitura!

La riduzione a due terzi del volume iniziale permetterà l’aumento del grado zuccherino e del titolo alcolometrico.

A tale mosto verrà aggiunto il Moscatello ottenuto settimane prima e si otterrà, dopo un’attenta fermentazione, questo vino ricco di storia e di passioni

Impossibile non ricordare la similitudine alle Puttonyos utilizzate per ottenere il Tokaj!

Cosa troveremo nel bicchiere? Un colore giallo ambrato, aroma intenso, sentori di fiori e frutta secca ed esotica, fichi, miele di borraggine e un pizzico di storia!

Ben più di un Presidio!

Questo vino è un Presidio Slow Food, ma già nel 500 la sua fama poteva considerarsi consolidata, visto che decine di barili di Moscato di Saracena venivano imbarcati abitualmente per essere consegnati alla Corte di Papa Pio IV.

Un vero peccato che si stia perdendo la memoria di questo vino, ve lo consigliamo davvero, venite ad assaggiarlo.





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