Halite, il Sale dei Re

HaliteIl Sale ha oggi perso quasi completamente la sua importanza nella spesa dell’uomo comune che spesso relega l’acquisto al primo pacco (uhm….) che trova sullo scaffale da 50 centesimi al chilo

Eppure esso ha sempre rappresentato qualcosa di preziosissimo, così “vitale” da esser stato definito “oro bianco”, oggetto di guerre e lotte di potere che hanno condizionato profondamente lo sviluppo delle società antiche.

In calce potrete trovare alcune informazioni storiche di sicuro interesse per alcuni di voi e che serviranno a comprendere la storia di questo alimento, un alimento che ha assunto ubn ruolo fondamentale per la nostra esistenza e che, in passato, ha migliorato la nostra qualità di vita grazie al suo enorme utilizzo nella conservazione dei cibi.

E come ogni settore che ha la sua eccellenza (spesso magari condivisa con altri prodotti che arrivano a pari merito o il cui podio può mutare in base ai gusti personali o alle mode) anche il Sale ha la sua: l’ Halite certamente rappresenta il “top” della produzione mondiale.

Conosciuto anche come il diamante del Sale per differenziarlo dal salgemma usato da tutti, fu chiamato in passato “Sale dei re” perchè riservato solo ai nobili, per la minima produzione ottenuta, per i poteri nutrizionali e per le sue caratteristiche quasi taumaturgiche: da secoli veniva usato infatti come base curativa nella medicina popolare e, anche per tal motivo, addirittura pesato come oro.

Il Sale diamante di cui stiamo parlando è rarissimo: costituisce circa lo 0,25% della miniera (mediamente 2Kg per tonnellata estratta di Sale comune) e si forma nella parte più interna con lo stesso principio e pressione che trasforma il carbone in diamante.

L’estrazione è difficilissima ed economicamente poco remunerativa: per estrarlo dalla vena è necessario spostare una quantità di salgemma circa 100 volte superiore e solo manualmente, senza alcun aiuto meccanico.

Si può trovare, più comunemente, in banchi estesi formati dall’evaporazione di masse d’acqua salata; la sua struttura atomare e la sua forma corrispondono ad un cubo perfetto.

Il Sale diamante, dall’aspetto trasparente e quali incolore, contiene gli 84 elementi naturali e oligoelementi di pronta assimilazione, è purissimo, ha poteri rigeneranti ed energetici.

Nel nostro negozio lo trovate sia macinato, sia in cristalli.

Ma il sale ha rivestito davvero un ruolo fondamentale, soprattutto per noi italiani e veneziani!

Nella nostra penisola, furono certamente i Romani a fare della produzione del Sale una vera e propria industria, di cui altrettanto certamente detenevano il monopolio: ampissime zone venivano occupate da impianti per la produzione; pochi sanno, infatti che in prossimità della foce del Tevere esisteva la salina più importante dell’epoca e la moderna Fiumicino ospitava il Campus Salinarum Romanarum, di origine etrusca.

Difatti, la Salaria, nota strada romana, si chiama cosi proprio perchè, attraverso questa, il Sale giungeva da Roma fino alle zone più interne della città.

Con la decadenza poi di Comacchio – che nel VII secolo aveva raggiunto un’importanza commerciale di grande rilievo – devastata dai veneziani nel 682 e poi ancora nel 932, si liberò il mercato padano a beneficio del Sale prodotto in laguna.

La presenza delle Saline nella nostra laguna è attestata fin dal X secolo, a lido Sant’Erasmo, Chioggia, Murano e nella stessa Venezia: si pensi che nel 1050 la palude salina veneziana aveva due soli bacini, il primo chiamato “morario”, destinato alla concentrazione dell’acqua di mare che si trasformava in salamoia (moria), il secondo era la salina vera e propria, che faceva sa superficie di cristallizzazione.

Il dominio veneziano nel commercio del Sale nel mediterraneo orientale era incontrastato, soprattutto dopo che nel 1281 i veneziani divennero padroni di Cervia e con la costituzione del nuovo indirizzo politico, l’ordo salis che obbligava i mercanti di rientrare a Venezia con del Sale.

In pratica, il Sale era diventato per Venezia uno strumento politico, utilizzato per imporre le sue condizioni, un vero e proprio strumento di ritorsione nei confronti delle controparti commerciali.

E’ un vero peccato che oggi nessuno – o quasi – lo consideri più importante!


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