Shatavari…”colei che possiede cento mariti”.

shatavariLa Shatavari, o Racemosus sparagus, è un’erba nativa originaria dell’Africa ma che si trova da moltissimo tempo anche in India, Australia e alcune zone della Cina; in sanscrito Shatavari significa “...colei che possiede cento mariti…“, poi vedremo perchè.

Questa pianta, conosciuta come asparago indiano, è una delle più importanti e conosciute erbe della medicina ayurvedica e tradizionale indiana. E’ una rampicante con steli legnosi e foglie simili ad aghi di pino…ma la parte “pregiata” si trova nelle radici tuberose, nei fiori e nelle foglie.

Per cosa viene normalmente utilizzata la Shatavari?

Con la premessa che non ci sono dati disponibili sulla reale efficacia e le virtù terapeutiche di questa pianta se non per la cura dell’endometriosi (del resto, chi commissionerebbe uno studio su un prodotto non brevettabile e che la natura ci regala?)  nella medicina tradizionale indiana  viene utilizzata fondamentalmente per:

1. Migliorare la fertilità delle donne (ecco il significato del termine shavatavari)

2. Alleviare i disturbi premestruali ed i sintomi della menopausa

3. Aumenta il desiderio sessuale femminile

4.  Prevenire  e trattare le ulcere gastriche, disturbi nervosi con effetto antiinfiammatorio generale

5. Coaudiuvare la cura dell’ endometriosi.

Cos'è l' Endometriosi

E’ la dislocazione extrauterina dell’endometrio, ossia del tessuto ghiandolare, che può attaccarsi alle ovaie, alle tube di falloppio, all’intestino o ad altri organi. Come l’endometrio dell’utero, anche queste foci vengono influenzate dalle variazioni ormonali per cui ad ogni ciclo si congestionano di sangue, proliferano e si sfaldano, causando infiammazione, dolore e aderenze tra i tessuti. L’endometriosi può interessare la donna già alla prima mestruazione e accompagnarla fino alla menopausa, sebbene dopo i 40 anni la crescita del tessuto endometriale extrauterino pare più lenta. Può svilupparsi indipendentemente dal fatto di aver avuto o meno una gravidanza. Infine, questo problema affligge almeno il 10% delle donne in età riproduttiva e il 30-50% delle donne sterili o che hanno difficoltà a concepire. Le cause sono tutt’ora sconosciute e sono diverse le teorie che tentano di spiegare le origini di questa patologia:alcune cellule endometriali possono essere presenti dalla nascita; le cellule potrebbero migrare verso l’area pelvica anche durante le mestruazioni, tramite il flusso di sangue o durante operazioni chirurgiche come il parto cesareo; un sistema immunitario difettoso non solo non riescirebbe ad eliminare le cellule che si trovano fuori posto, ma addirittura ne stimolerebbe la crescita.  Oppure potrebbe essere una malattia del sistema endocrino e l’estrogeno sarebbe il fattore principale di proliferazione dei foci.

Di fatto, in India la Shatavari è spesso menzionata nel Journal of Medical science (si veda allegato) e viene prescritta per trattare i disturbi legati all’organo riproduttivo femminile, mantenere l’ equilibrio ormonale e prevenire condizioni come l’ovaio policistico. Migliora la fertilità trattando l’irregolarità dell’ovulazione e conseguentemente delle mestruazioni.

Per quanto riguarda l’endometriosi, alla terapia convenzionale (di solito la laparoscopia è il “gold standard” come terapia e l’unica che assicura precisione e ripetibilità di esecuzione, minor trauma e dolore) si affiancano quelle  complementari o non convenzionali, tra cui quella Ayurveda della Shavatavari

Cure alternative endometriosi

1. Vischio: In giappone uno studio ha evidenziato un buon successo su pazienti affette da endometriosi molto dolorosa e che avevano già subito interventi in isterectomia o di escissione delle foci Netsu S et al, Oral eicosapentaenoic acid supplementation as possible therapy for endometriosis. Fertil Steril. 2008 Oct;90(4 Suppl):1496-502.

2. Inibitori naturali dell’aromatasi 450, ossia dell’enzima fondamentale per la sintesi degli estrogeni, ormoni chiave nello sviluppo dell’endometriosi. Basandosi sulla considerazione che nell’endometrio “normale” questo enzima non svolge alcuna attività (non produce estrogeno) mentre quello endometriosico ha alti livelli di aromatasi, si è pensato di inibire quest’ultima ricorrendo al mondo vegetale e soprattutto ai flavonoidi: Apigenina (ex prezzemolo, sedano, basilico, camomilla, carciofo), Quercitina (mela), Narigenina (agrumi in genere), Resveratrolo (buccia e semi dell’uva), Risina (Passiflora, Polline) Oleuropeina (foglie di olivo). I Flavonoidi di più, regolano la circolazione ed il tono venoso e sembra contribuire significativamente alla riduzione dei dolori pelvici (Simsek M, Burak F, Taskin O. Effects of micronized purified flavonoid fraction (Daflon) on pelvic pain in women with laparoscopically diagnosed pelvic congestion syndrome: a randomized crossover trial. Clin Exp Obstet Gynecol. 2007)

A ciò si aggiunge anche l’indolo-3-carbinolo presente nelle crocifere (verze, broccoli, cavoli…) che hanno un’elevata attività antiestrogenica, il melograno, il tè e la melatonina (si veda Martínez-Campa C et al, Melatonin inhibits aromatase promoter expression by regulating cyclooxygenases expression and activity in breast cancer cells. Br J Cancer. 2009 Nov 3, Indole 3 Carbinol – the safer, natural Tamoxifen? www.canceractive.com/cancer-active-page-link.aspx?n=1417.Serdar E, Aromatase and Endometriosis Semin Reprod Med 2004; 22(1): 45-50)

3. Omega 3: ecco un altro studio importante su questo acido grasso di vitale importanza, ossia l’acido Eicosapentainoico (EPA).  Pare che quest’ultimo possa essere utilizzato nella terapia e cura dell’endometriosi (Netsu S et al, Oral eicosapentaenoic acid supplementation as possible therapy for endometriosis. Fertil Steril. 2008 Oct)

Anche se è dichiarata un’erba sicura e viene utilizzata da centinaia di anni, alcune persone potrebbero essere allergiche a questa varietà di asparagus.

Non dovrebbe essere assunta in gravidanza, in caso di fibrosi cistica, disturbi renali, problemi cardiaci e congestione polmonare.



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