Moringa Oleifera

Moringa Oleifera

La Moringa Oleifera è una pianta originaria dell’India orientale, presumibilmente delle regioni pedemontane della catena Himalayana dell’Uttar Pradesh, poi diffusa praticamente in tutta la fascia tropicale del nostro pianeta.

Esiste ad onor del vero anche un’altra varietà, ossia la Moringa Stenopetala, originaria del Kenya e dell’Etiopia, molto coltivata in questi paesi anche se meno produttiva – in termini di semi – rispetto a quella Oleifera.

Nota anche come “albero miracoloso”, è una pianta appartenente alla fimiglia delle Moringacee che può raggiungere anche i dieci metri di altezza ed è caratterizzata da piccole foglioline dal colore verde chiaro, frutti fatti da grandi bacelli, radici che odorano di ravanello e piccoli fiori color avorio, ottimi produttori di nettare.

E’ forse una delle piante maggiormente commestibili tra quelle che moringa02abbiamo finora studiato, tant’è che alcuni la considerano la pianta “più nutriente della terra”: è infatti ricchissima di proteine, vitamine e sali minerali. Da un punto di vista nutrizionale, le foglie (ottime se assunte polverizzate), dal gusto piacevole e leggermente piccante,  contengono quasi 8 volte il contenuto di vitamina C delle arance, il 25% in peso di proteine in più delle uova, 4 volte il contenuto di vitamina A delle carote, 3 volte il contenuto di potassio delle banane e cosi via!

Oltre alla presenza di vitamina A, E e K, va sottolineato che il contenuto proteico di questa pianta è “nobile”, ossia contiene tutta la struttura aminoacida fondamentale, cosa assai rara nel mondo vegetale.

Inoltre, la Moringa, a buon titolo annoverata tra i superfoods, si è dimostrata utile per prevenire e trattare vari tipi di disturbi; la presenza di antiossidanti e antiinfiammatori la rendono efficace per mantenere in buona salute il nostro sistema immunitario, per favorire la digestione ed il benessere dell’apparato circolatorio, normalizzare il livello di glucosio, colesterolo e trigliceridi nel sangue, regolare i livelli ormonali e anche per trattare le affezioni della pelle, come l’acne.

Come si prende la Moringa?

Se fresca vanno raccolte le foglie più tenere, dal retrogusto un pò piccante, e possono essere utilizzare crude da inserire in un’insalata variegata oppure cotte per arricchire minestroni e zuppe.

I semi dei bacelli maturi devono essere bolliti per circa 10 minuti in acqua salata, scolati e utilizzati come i legumi….di gusto assomigliano moltissimo ai ceci.

I semi possono anche esser schiacciati per ottenere un ottimo olio, importantissimo dal punto di vista nutrizionale: infatti i semi contengono dal 30 al 55% di olio (si pensi che le comuni e buonissime olive ne contengono dall’8 al 20%) e di questo, circa il 70% è formato da acido oleico, ossia quel grasso insaturo dell’olio d’oliva importantissimo per la nostra salute, visto che ha la funzione, tra l’altro, di “ripulire” il sangue dal colesterolo “cattivo” appena formatosi.

L’olio di Moringa di fatto non irrancidisce a differenza di altri olii importanti, come l’olio di lino e di canapa; inoltre, estratto l’olio la pasta che residua contiene circa il 60% di proteine nobili.

Anche le radici, dal sapore amarognolo simile al ravanello, possono essere utilizzate a piccole dosi in cucina.

Come se non bastasse, la  Moringa è una pianta melifera: il suo miele è davvero dolce e ricco di nutrienti.

Polvere di moringa naturalmiaDi certo il modo migliore per assumerne le proprietà nutrizionali e terapeutiche è quella in forma di polvere, facilmente integrabile in ogni momento della giornata, specie durante il pasto “da Re”, ossia la colazione.

Difatti, la polvere può essere aggiunta assieme all’onnipresente Limone nei succhi, frullati o, meglio ancora estratti vegetali e frutta; può essere aggiunta in qualsiasi pietanza, a condizione di non scaldarla, altrimenti se ne perde buona parte delle virtù.

Quanta se ne usa?

Tralascianto l’uso della Moringa come verdura, cotta o cruda, di cui non esistono dosaggi prestabiliti, è importante dare un dosaggio per quanto riguarda la polvere.

La dose iniziale per la prima settimana è di circa 2,5-3 Gr al giorno. Successivamente si può aumentare il dosaggio sino a 6 Gr, in caso di soggetti debilitati, stati di convalescenza e/o in caso di necessario apporto nutrizionale.

La gradualità nei dosaggi è importante, come per quasi tutti i superfoods, al fine di valutare la risposta del proprio organismo.

Controindicazioni?

Quello che vale per tutti i superfoods: non abusarne mai, come di ogni cibo.

Inoltre, vale raccomandazione generica relativa agli alimenti molto colorati di verde: potrebbero interferire con l’azione dei farmaci anticoagulanti. Inoltre, un uso prolungato e ad alto dosaggio potrebbe dar luogo ad effetti collaterali soggettivi, come nausea, dissenteria, mal di stomaco.

In gravidanza e allattamento va sempre richiesto il parere al Nutrizionista (e laureato in medicina e chirurgia).

Una più marcata controindicazione la possiamo trovare nell’utilizzo delle radici a causa della presenza di alcaloide, la spirochina, che potrebbe incidere negativamente sulla trasmissione nel sistema nervoso, per cui ne raccomandiamo un uso limitato e saltuario.

Non vi basta?

Ok.

Nella valle del Nilo questa incredibile pianta era conosciuta come Shagara al Rauwaq, ossia “albero dell’acqua pulita”. Dovete sapere infatti, che questa pianta è anche in grado di depurare l’acqua e i liqudi alimentari.

Avete capito bene!

Infatti, la farina di semi di Moringa ha un eccezionale potere flocculante dovuto ad polielettrolita molto efficace: fissa e assorba i corpi batterici e le altre impurità in sospensione nei liquidi, inglobandoli in fiocchi che poi precipitano nel fondo del contenitore, lasciando l’acqua o il liquido purificato.

Vi siete decisi a piantarla?

Ecco come fare, clicca QUI

AB



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