Chiamato anche “ravanello selvatico”, il ramolaccio è un ortaggio quasi sconosciuto, non molto coltivato, molto simile appunto al ravanello per sapore, ma molto più grande di dimensione.

E’ un ortaggio consumato in tutto il mondo, facile da coltivare anche in condizioni climatiche e di terreno assai diversificati…in passato veniva usato per la sue capacità soporifere!

In generale, per lo sviluppo il ramolaccio predilige climi freschi e dal terreno fertile, può essere coltivato sia in vaso che in orto.

Appartiene alla famiglia delle Brassicaceae, il ramolaccio estivo ha la buccia e la polpa bianca, la radice conica, mentre quello invernale è di colore rosso scuro, quasi nero, con una forma cilindrica. Rispetto ai ravanelli rossi, presenta un sapore più intenso, ed è ricco di minerali come:

  • il sodio,
  • potassio,
  • ferro,
  • calcio,
  • magnesio,
  • fosf———–oro e
  • vitamine A,B, C, E.

Ha proprietà diuretiche e depurative stimolando l’attività del fegato e della cistifellea, può essere usato come antiallergico, spasmolitico, analgesico, stimolante; ottimo per calmare le coliche renali.

Molto utile in caso di insonnia, ma il  consumo va tenuto sotto controllo, in quanto l’assunzione in dosi massicce o per periodi di tempo lunghi può portare ad eccessiva sonnolenza.

Buon disintossicante epatico, purifica il sangue ed elimina le tossine dal corpo; molto utile in caso di malattie come l’ittero perchè abbassa i livelli di bilirubina, aiutando a mantenere un livello stabile.

Usato anche per stimolare la digestione, è un diuretico naturale, purifica i reni, ha un indice glicemico basso ed è ricco di fibre.

Tagliando a fettine la radici e lasciandole riposare per qualche ora ricoperte dal sale si ottiene un succo utile per schiarire le efelidi e, più in generale, le macchie scure della pelle.