AGLIO

AGLIO

AGLIOL’Aglio è più noto come condimento che come pianta medicinale e si può dire altrettanto certamente che la sua fama è costellata di un’alternanza di valutazioni positive e negative che lo rendono più che famoso…famigerato!

Tale ambiguità è propria della famiglia a cui appartiene: le Gigliacee. La struttura di tali piante è tale che se da una parte i loro fiori, spesso bellissimi, si proiettano verso la luminosità del cielo, dall’altra si immergono nelle oscure profondità della terra non solo con le proprie radici ma con lo stesso fusto, il quale, una volta dentro, si gonfia a bulbo o a rizoma di sostanze nutritive di riserva.

Tale contatto con le profondità della terra, una volta si diceva con gli “inferi Aglio 4e i suoi miasmi sulfurei”, lo hanno spesso relegato a “cibo bandito” dalle tavole in quanto considerato come un ostacolo all’evoluzione spirituali e ai momenti di raccoglimento in preghiera.

In egitto invece, era considerato un cibo grato agli dei e consacrato per le sue virtù: basti pensare infatti, che i devoti ad Osiride, protettore dei morti, si ornavano di trecce d’aglio.

Anche nell’antica Roma l’aglio era elevato a pianta di ottima fama, tant’è che Plinio la considerava quasi come una panacea per tutti i mali.

Ma moltissime testimonianze e documenti sanscriti risalenti ad oltre 5.000 anni fa testimoniano l’uso dell’ Aglio ed i suoi impieghi terapeutici, citato un pò in tutte le medicine antiche come quella egiziana, cinese e ayurvedica e oggi oggetto di studi scientifici che ne testimoniano le proprietà medicamentose.

Se si voglio scoprire le origini con certezza è un’impresa quasi impossibile: Linneo indica la Sicilia, come patria originaria della pianta; Kunth indica l’Egitto, altri lo individuano come “da sempre esistente” allo stato selvatico in India e Cina…ma poco importa.

Oggi l’Aglio come condimento è conosciuto e apprezzato in tutto il Mondo ed in Italia è coltivato un pò dappertutto ma maggiormente in Sicilia, Campania ed Emilia Romagna.

Impossibile non ricordare i tre famosi presidi Slow Food: l’Aglio Rosso di Nubia (Sicilia)

Aglio rosso di Nubia (Sicilia)

Aglio rosso di Nubia (Sicilia)

l’ Aglio di Resia (Friuli Venezia Giulia) e l’Aglio di Vessalico (Liguria), utilizzato per realizzare un altro prodotto tipico: il pesto ligure.

Da non dimenticare anche l’Aglio di Vogheria della città di Ferrara, per la sua specifica identità genetica.

Aglio di resia (friuli venezia giulia)

Aglio di resia (friuli venezia giulia)

A costo di venir considerati “prolissi”, non è possibile non sottolineare come la contraddittorietà e ambiguità delle attitutidi dell’ Aglio  è strettamente correlata all’altrettanto contraddittorietà dell’atteggiamento che hanno gli esseri umani nei confronti degli Inferi: da una parte Regno del demonio e dei morti, dall’altra fonte di rigenerazione e di nuova vita, come ben testimonia il mito di Persefone, Dea della vegetazione che a novembre, sotto il cielo dello Scorpione, ritorna dal suo sposo, Plutone, signore di questo regno e delle profondità della terra, per esserne nuovamente fecondata.

Aglio rosso di Nubia (Sicilia)

Aglio rosso di Nubia (Sicilia)

Ancor più interessante notare come tale demonizzazione ha sempre giovato alle virtù “medicinali” e terapeutiche dell’ Aglio: l’odore delle sue essenze solforose l’hanno sempre indicato come rimedio contro vampiri, pestilenze, morbi di ogni tipo e vermi dei “nostri” inferi, ossia i parassiti intestinali!

Le virtù antibatteriche e antimicotiche sono davvero “storiche”, soprattutto nelle infezioni alle vie superiori e affezioni catarrali, particolarmente rilevanti nei confronti dell’ Helicobacter pilori responsabile di alcune forme di ulcera gastroduodenale. Buona efficacia anche nei confronti della micosi del piede e dell’orecchio.

Notissima nella medicina popolare l’azione antielmintica dell’Aglio nelle infezioni intestinali da ascaridi e ossiuri.

L’Aglio svolge un’importante azione antiaggregante piastrinico, mediato dall’inibizione della sintesi di eicosanoidi proaggreganti (in particolare il trombossano B2). Ciò potrebbe esser dovuto al fatto che tale prodotto naturale limita la mobilizzazione intra piastrinica del calcio, attiva la NOS (No-sintetasi) e ne controlla la capacità di legare fibrinogeno, ossia quella glicoproteina del plasma sanguigno (precursone della fibrina) sintetizzata dal fegato e dal tessuto endoteliale.

La funzione antiipertensiva è tutt’ora oggetto di studi, ma pare dovuta sia all’effetto diuretico svolto dall’Aglio, sia dalla vasodilatazione periferica (mediante inibizione dell’adenosina deaminasi in corrispondenza dell’endotelio del vaso).

L’attività ipolipidemizzante e la correlata funzione terapeutica per l’ipertrigliceridemia e l’ ipercolisterolemia pare sia dovuta all’inibizione della sintesi del colesterolo nonchè anche alla capacità dell’Aglio di inibire l’assorbimento dei lipidi alimentari.

L’Aglio, in questo senso, previene l’ossidazione delle LdL, riducendo il rischio di formazione e progressione delle placche aterosclerotiche; per tal motivo ed in conseguenza di un uso prolungato e continuativo, si può dire che esso sortisce un generico ma non meno importante effetto protettivo a livello cadiovascolare.

Inoltre, all’ azione antiossidante da sempre riconosciuta, si affianca quella immunostimolante e “antitumorale” derivante dall’evidenza epidemiologica: un alto consumo di Aglio è statisticamente rilevante in assocuazione ad una riduzione del rischio di diversi tumori. A titolo di esempio, un relativamente recente studio comparativo sulla popolazione di diverse regione hanno evidenziato che i decessi per tumori allo stomaco risultano significativamente minori nelle regione dove l’Aglio è grandemente consumato rispetto a quelle che si caratterizzano per un consumo esiguo.

Difatti, studi sull’uomo hanno evidenziato che questo prodotto naturale inibisce la formazione delle nitrosammine, qui potenti composti cancerogeni che si formano durante la digestione

Non so se ora si entra nel mito ma molti devoti di questo incredibile prodotto giurano sull’efficacia di un’altra virtù plutonica dei suoi spicchi, ossia quelle di una rigenerata e ritrovata virilità!

Al di la della scheda officinale che alleghiamo, la dose quotidiana di aglio dovrebbe fornire almeno 10 Mg di Alliina, ossia circa uno spicchio da 4 Gr di Aglio crudo fresco.

 Scheda Officinale Aglio



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